Una piscina non è semplicemente una vasca piena d’acqua. Per mantenere nel tempo condizioni igienico-sanitarie adeguate è necessario gestire correttamente l’intero impianto, attraverso controlli, procedure e registrazioni.
In Toscana, la gestione delle piscine ad uso natatorio è disciplinata dalla L.R. 8/2006 e dal relativo regolamento attuativo D.P.G.R. 23/R/2010, recentemente modificato dal D.P.G.R. 24/R/2024. Il sistema si basa sulla valutazione dei rischi e sull’autocontrollo, che devono tenere conto delle caratteristiche specifiche dell’impianto e delle modalità di gestione
Controllare l’acqua non significa guardarla
L’acqua può apparire limpida e pulita, ma questo non è sufficiente per stabilirne la conformità.
Il regolamento regionale stabilisce infatti specifici requisiti fisici, chimici e microbiologici per l’acqua di immissione in vasca e per quella contenuta nella vasca, con parametri relativi, tra gli altri, a pH, cloro attivo libero e combinato, temperatura, torbidità e parametri microbiologici.
Per questo il gestore deve prevedere controlli e modalità di monitoraggio coerenti con la valutazione del rischio e con il piano di autocontrollo.
Anche la manutenzione fa parte dell’igiene
Filtrazione, ricircolo, trattamento dell’acqua, pulizia delle superfici, gestione dei prodotti chimici e corretta manutenzione delle apparecchiature sono tutti elementi collegati.
Una gestione efficace non riguarda quindi soltanto ciò che succede dentro la vasca, ma anche ciò che avviene nell’impianto di trattamento e negli spazi che lo circondano.
In Toscana, inoltre, per alcune piscine stagionali sono previste specifiche condizioni per poter evitare lo svuotamento totale annuale: devono essere garantiti i requisiti dell’acqua e le ulteriori prescrizioni previste dal regolamento nell’ambito dell’autocontrollo. Lo svuotamento completo deve comunque essere effettuato almeno una volta ogni tre anni.
E la Legionella?
La gestione del rischio microbiologico comprende anche l’attenzione agli impianti idrici e alle condizioni che possono favorire la proliferazione e la diffusione di Legionella. Il Ministero della Salute considera infatti piscine e altri impianti idrici tra gli ambienti nei quali il microrganismo può trovare condizioni favorevoli.
Non si tratta però di fare allarmismo: si tratta di valutare il rischio, individuare le misure necessarie e applicarle con continuità.
Una piscina gestita correttamente è il risultato di tante attività che lavorano insieme: controllo dell’acqua, manutenzione, pulizia, registrazioni e procedure di autocontrollo.
Ed è proprio qui che una buona organizzazione fa la differenza.
